giovedì 15 marzo 2012

Amore

Osservò la scogliera che si innalzava dritta come un paravento a tre o quattrocento metri dall'albergo. Il pendio della collina protesa sull'oceano si interrompeva bruscamente, quasi ad angolo retto, dove si levava quella gigantesca parete di roccia, la cui superficie era stata battuta e lavata per secoli, forse millenni, dal vento e dalle onde.
Nella luce del mattino, il mare era una placida distesa blu, e solo l'orlo di quell'enorme scogliera era colpito dalle raffiche bianche delle onde. Il rumore dei cavalloni che si frangevano contro le rocce arrivava fin lì dove'era Sugi.
Ah, ecco il posto giusto, pensò.
(I. Yasushi, Amore, Adelphi, Milano, 2006)

martedì 13 marzo 2012

La società tende a stabilire una scissione tra ciò che considera sano e ciò che ritiene malato, normale e anormale. Così si stabilisce una scissione profonda tra essa (la società "sana") e tutti quelli che, come i pazzi, i delinquenti, le prostitute, che finiscono per produrre deviazioni e malattie che, si suppone, non hanno niente a che vedere con la struttura sociale. La società si autodifende, non dai folli, dai delinquenti e dalle prostitute, ma dalla propria follia, dalla propria delinquenza e dalla propria prostituzione: in questo modo essa le pone al di fuori di sé, le ignora e le tratta come se fossero estranee e non le appartenessero. Ciò avviene grazie a una profonda scissione (J. Bleger, in L'istituzione e le istituzioni, a cura di R. Kaes, Borla, 1991)

domenica 11 marzo 2012

chiara civello - in questi giorni (studio version)


Yet each man kills the thing he loves,
By each let this be heard,
Some do it with a bitter look,
Some with a flattering word,
Some with a kiss,
The brave man with a sword!
                                                                 (Ballad of Reading Goal, O. Wilde)

giovedì 8 marzo 2012


Nessuno sa di dove viene il sonno
che aleggia sugli occhi dei bambini?
Sì. Si dice che abiti laggiù,
in un villaggio incantato, dove,
tra le ombre d’una fitta foresta
fiocamente illuminata dalle lucciole,
splendidi pendono due timidi fiori.
Ecco di dove viene il sonno dei bambini. (Tagore)

mercoledì 7 marzo 2012




La sete dell'anima
è più dolce del vino delle cose materiali,
e il fremito dello spirito appaga più intimamente
della sicurezza del corpo. (Gibran)























domenica 19 febbraio 2012

Eros ferito

La relazione erotica è oscena perché esibisce la ferita di esistere ma qui risiede anche la sua sovrana purezza, quella che consente di comunicare con l’altro nella comune, generosa e incondizionata esposizione della nuda vita. Nella sensualità di un corpo che si denuda ciò che attrae non è l’essere ma la ferita, il vulnus dell’incompletezza: in essa risiede la possibilità angosciosa di comunicare, di valicare la solitudine costitutiva dell’esistente, fino a costituire una comunità inconfessabile e inoperosa degli amanti, come un’orgia di singolarità che si trasmutano in corpi eucaristici. La vita è la storia di un lusso dispendioso il cui culmine è la morte: ebbrezza del dissipare. E l’esuberanza – per Blake come per Nietzsche – è sinonimo di bellezza. (M. Vozza, Le maschere di Eros, Bollati Boringhieri, Torino, 2011)