domenica 19 febbraio 2012

Eros ferito

La relazione erotica è oscena perché esibisce la ferita di esistere ma qui risiede anche la sua sovrana purezza, quella che consente di comunicare con l’altro nella comune, generosa e incondizionata esposizione della nuda vita. Nella sensualità di un corpo che si denuda ciò che attrae non è l’essere ma la ferita, il vulnus dell’incompletezza: in essa risiede la possibilità angosciosa di comunicare, di valicare la solitudine costitutiva dell’esistente, fino a costituire una comunità inconfessabile e inoperosa degli amanti, come un’orgia di singolarità che si trasmutano in corpi eucaristici. La vita è la storia di un lusso dispendioso il cui culmine è la morte: ebbrezza del dissipare. E l’esuberanza – per Blake come per Nietzsche – è sinonimo di bellezza. (M. Vozza, Le maschere di Eros, Bollati Boringhieri, Torino, 2011)

0 commenti:

Posta un commento