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domenica 1 gennaio 2012

Il fattore scatenante della dialettica disadattamento-adattamento è proprio il disadattamento alla specie: le forme di adattamento umane sono possibili solo grazie al disadattamento alla specie. E a sua volta questo disadattamento apre la strada al paradosso antropologico della morte: l'individuo che si afferma a danno della specie si afferma sia come realtà autonoma, chiusa in sé stessa, che rifiuta la morte, sia come realtà che partecipa di relazioni con l'universo naturale e sociale. (E. Morin)
                                                                                           


domenica 8 agosto 2010

G. Guidorizzi [a cura di] (2009), Il mito greco, Mondadori, Milano.


Visto che, allora, sulla Terra nessuno più moriva, gli déi intervennero e Ares, lo Sterminatore, liberò la Morte. Così Sisifo dovette scendere nell'Ade. Non aveva però esaurito le sue astuzie: prima di morire aveva raccomandato a sua moglie Merope di non tributargli onori funebri e nell'oltretomba si mostrò tanto afflitto di quest'offesa, che riuscì a impietosire gli déi infernali, i quali gli consentirono di tornare sulla Terra per punire la sposa e compiere i funerali. Il patto era che subito dopo ridiscendesse tra i morti, ma Sisifo si guardò bene dal rispettarlo. Dovette, comunque morire, alla fine, e nell'Ade compare tra i grandi peccatori. Il suo inutile supplemento di vita è castigato con una pena simbolica: com'era stata vana la fatica a ingannare la Morte, così è vano il suo infinito sforzo di spingere fino in cima a un monte un macigno, perché questo, inesorabilmente, rotola indietro.

martedì 3 agosto 2010

F. De Masi (2010), La memoria e la riparazione, in Intendere la vita e la morte, Franco Angeli, Milano.

Freud ci ha ricordato come la fantasia di continuità indefinita dell'esistenza personale alberghi nella mente dell'individuo (l'inconscio non può credere alla propria morte) ma questa stessa credenza può esprimersi collettivamente nella filosofia, nel mito o nella religione.